Je suis humain e l’ipocrisia dell’occidente

Ancora una volta sono pietrificato davanti alla TV, ancora una volta sono bloccato con le mani cadenti sui miei fianchi, come quel giorno dell’11 settembre. Ancora una volta innocenti, gente che vive normalmente, persone come me, come voi, morti, senza un motivo, senza una ragione plausibile. Perché ragione non c’è.

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Decine dimorti a Bruxelles nella “capitale” di una Europa che è l’Europa delle carte geografiche e delle banche ma che non è mai diventata l’Europa delle persone, dei cittadini. Un gigantesco pachiderma che sta col dito puntato verso gli stati singoli rei di non aver rispettato questa o quella regola ma che non si è mai preoccupato del reale stato di benessere della maggior parte dei suoi abitanti.

Non c’è una politica sociale comune, non c’è una politica di difesa unanime, non c’è un tentativo di gestire l’immigrazione affrontato come unica entità. Un clamoroso aborto che vive ancora solo perché qualcuno pensa che la “cura” sia peggiore della malattia.

Facevo una riflessione su quello che leggo sul web, che non è la vita reale, ma a volte è molto di più, specchio delle idee e delle frustrazioni della gente, e vedo di tutto. Gente che pubblica #prayforbruxelles, altri che li attaccano perché ipocriti perché non hanno pregato per la Siria, altri che dicono che ogni giorno in Burundi muoiono migliaia di persone e altri ancora che si attaccano pubblicando le foto di Bonucci che tira una “capata” all’arbitro e di Higuain che alita in faccia ad un altro direttore di gara.

In cosa ci ha trasformato questo Social Network? Pensiamo tutti di vivere in un film, in una storia, in un fumetto? Pensiamo tutti che tutto quello che accade non sia reale? Come si fa a restare indifferenti a tutto questo?

Ma non finisce qui.

Leggo i post inneggianti ad Adolf, Benito, Pinochet e Thanos di Titano, “bruciamoli”, “ruspe”, “rimandiamoli a casa loro”, “vergogna” (non può mancare insieme a “sveglia!”), “siamo in guerra!”.

Qualche domanda ve la siete fatta? Chi è che ha interesse ad alimentare tutto ciò?

Resto deluso dal guardare quanti, tra i miei più cari amici, scrivono “FATE VOI QUALCOSA A LORO PRIMA CHE LORO LA FACCIANO A VOI” e “Vuoi vedere che ci vuole veramente Putin per risolvere il problema alla radice?”.

E allora crollo nel più profondo sconforto, quando, stamattina, salendo in treno una mia cara amica mi fa “è colpa loro, attaccano la povera gente, con le armi più sofisticate, vigliacchi”. Guardo i suoi occhi pieni di paura e rabbia e capisco che “non sa”. Rimane spiazzata quando le faccio notare che i paesi mediorientali e nordafricani NON HANNO alcuna industria bellica e che LE ARMI per ucciderci a questi criminali (perché di questo si tratta, se non è ancora chiaro) le vendiamo noi.

E siamo sempre noi quelli che sono andati a prendersi là “a casa loro”, come dice sempre lo “sciacallo” Salvini, la loro ricchezza, trasformandola in energia per la nostra sete di cose inutili. Certo, il progresso dell’occidente nella medicina, nella comunicazione, nell’industria, nei trasporti è anche strettamente legato a questa energia, all’oro nero che è croce e delizia di quelle popolazioni.

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Matteo Salvini in una delle tante prese in giro del web.

Si, perché il segreto sta tutto lì, è il petrolio che muove il mondo, e finché ce ne sarà ci saranno guerre più o meno silenziose per accaparrarselo, guerre dove la maggior parte dei morti saranno civili innocenti, da un lato di fame, di stenti o schiacciati da un governo fantoccio che si arricchisce alle loro spalle, dall’altro dilaniati da un’esplosione in un aeroporto, in una metro o su di un aereo di linea.

Sarebbe bello fare una riflessione su questo, senza mettere vignette e bandiere che ci lavano la coscienza, stando zitti senza inasprire e inneggiare a “guerre sante” che non hanno senso, lasciando più tempo il cervello a riflettere e meno la pancia a parlare, rispettando il cordoglio per i morti, che hanno TUTTI lo stesso mandante: la sete di potere dell’umanità.

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