Ma tu, da che parte stai?

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Stamattina, al bar una persona mi elogia per il mio lavoro di “pungolo” per le amministrazioni del territorio.

Un altro signore sulla cinquantina, ad un certo punto, mi ferma e mi dice, in dialetto: “ma se po sapè a che part staie? Nu iuorn stai cu Sinnaco cu castiell e u iuorn aropp u bastun cu u fatto ru tirocinio” (ma si può sapere da che parte stai se un giorno sembri essere dalla parte del Sindaco, elogiandolo per la questione Castello, e il giorno dopo lo “bacchetti” per la questione Lavoro e Tirocini?).

In poche parole: “SI PUO’ SAPERE DA CHE PARTE STAI?

A tale domanda ho risposto in maniera molto sintetica:

DALLA PARTE DEI CITTADINI, DOVE SONO SEMPRE STATO.

A questo punto sono andato via, e francamente non capisco questa forma di “partigianeria” tutta italiana dove se si condivide una cosa fatta da un politico poi bisogna condividerle e apprezzarle tutte. Non è così e, per fortuna, siamo ancora esseri pensanti capaci di discernere le cose buone da quelle cattive, basta con le tifoserie di regime, apriamo gli occhi e scegliamo quello che è meglio per la nostra comunità.
Faccio il guardiano da 20 anni, mi piace farlo,e continuerò, finchè ne avrò la forza.

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