Quanto può pesare un numero sulle spalle? Storia di un numero 10 di provincia

20 aprile 2016, la consacrazione di una leggenda, Francesco Totti, nel suo stadio, nella sua Roma, entra, tocca 2 palloni e segna due gol regalando una preziosissima vittoria alla sua squadra, una vittoria che sa di Champion’s.

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Guardandolo, con le dovute proporzioni, mi è venuta in mente una storia di qualche anno fa, di una categoria lontana dalla serie A, di una squadra gloriosa ma non professionista, in un campionato dominato dall’inizio.

E’ la stagione 2007-2008 e i rossoblù si accingono a vincere un campionato dominato, tuttavia c’è un piccolo ostacolo. Una squadra che nel girone di ritorno si è fatta sotto, si chiama Planet Auto è forte, ha tecnica ed è l’unica che può impensierirli. Si arriva alla partita decisiva, lo scontro diretto in trasferta, a Belmonte Castello, dove i NERI avversari di casa sembrano tutti dei giganti. Si va in vantaggio con Giorgio Meneguzzi, ma la partita è sofferta, i giganti neri attaccano con forza e Dino Di Rocco deve superarsi in più occasioni con parate strepitose. Tuttavia il quartetto Morelli, Cecere, Romano, Gliottone tiene benissimo in difesa viagra dosis recomendada.

Il n. 10 gioca poco, ha giocatori davanti più giovani e più rapidi, ma in questa occasione il mister/amico Sergio è costretto a schierarlo perché non ha alternative a causa di infortuni e squalifiche. Alla fine del primo tempo accade una cosa che cambierà le sorti di partita e campionato, una fuga di Marco Morelli sulla destra ed un cross ad uscire verso il limite dell’area, il 10 arriva in corsa e impatta il pallone di destro, al volo. La palla finisce nel sette ad incrociare, 2-0 partita virtualmente finita, nonostante il gol finale dei padroni di casa.

Ma c’è ancora uno scoglio da superare, difficile, il Mignano. E’ una squadra tosta, molto fisica con alcuni giocatori veramente in forma. La partita langue sullo 0-0, il mister schiera alla disperata l’ultima mezz’ora il 10 facendolo giocare seconda punta. Ad un certo punto su un lancio verticale la palla giunge al 10, che la tocca una volta saltando il difensore che lo stende.
Calcio di rigore, tiro e gol. La partita finirà poi 2-0 ma, di fatto, è il gol che conclude il campionato.

Finisce là la parabola di un giocatore vecchio, che giocherà ancora qualche anno ma che non sarà mai più decisivo come in quell’annata.

La parabola della Stella Meravigliosa Francesco Totti, con le dovute distinzioni, mi ha fatto venire in mente questo piccolo giocatore qua, questo piccolo 10 di provincia, che porta nel cuore quei due gol come se li avesse segnati nella finale del Mondiale. Quel numero 10 ero io, il peso di quel numero si sente sempre anche se è, in realtà, assolutamente e INSOSTITUIBILMENTE MERAVIGLIOSO.

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