Quella maglia buttata a terra da Van Basten e la “monetina” di Alemao

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Domenica 22 aprile 1990, stadio Bentegodi, Verona. Il Milan va a Verona nella penultima giornata di campionato, e si gioca il tutto per tutto nella sfida a distanza con il Napoli, impegnato a Bologna. In quell’anno si completa la riunificazione della Germania che torna ad essere un’unica nazione, si tengono le prime elezioni libere in Unione Sovietica e Gorbaciov è confermato presidente a larga maggioranza. Il 2 agosto, infine, l’Iraq invade il Kuwait e qualche mese dopo si scatenerà la Guerra del Golfo.

Napoli e Milan si stanno contendendo lo scudetto, i partenopei sono impegnati a Bologna (il Napoli ha vinto il ricorso per la famosa monetina di Bergamo), in una partita che non ha molte pretese e il Milan che, teoricamente, dovrebbe passeggiare in Veneto.

Ma, si sa, nello “sport più bello del mondo” non si possono mai fare troppe previsioni e quello che sembrava uno scudetto già assegnato al Milan diventa un’odissea per i Rossoneri di Sacchi (oggettivamente più forti e forse squadra più forte di tutti i tempi).

Nel secondo tempo il protagonista della gara diventa l’arbitro, Lo Bello, che ne combina di tutti i colori: dopo due interventi molto brutti su Massaro e Van Basten, Sacchi si infuria per il comportamento tenuto dal direttore di gara e viene cacciato viagra en pastillas. Il nervosismo assale i rossoneri, e  Sotomayor pareggia clamorosamente. Il finale è concitato: viene prima cacciato Rijkaard per una doppia ammonizione, poi Van Basten butta la maglia a terra e viene espulso. Infine tocca a Costacurta lasciare il campo, e il Milan ridotto in condizioni proibitive subisce il secondo gol nel finale da Pellegrini.
Anche in quella occasione, ai Rossoneri saltarono i nervi e proprio come è successo al Napoli e a Higuain quest’anno e la “fatal Verona” è diventata la “fatal Udine” (anche se il campionato è ancora lungo).

Non era il sistema, non era pilotato, erano solo STORIE DI UOMINI, che hanno paura, che si arrabbiano, che reagiscono, a volte, purtroppo, sbagliando.

E’ una componente del calcio, fondamentale, metabolizzare questa idea, può aiutarci ad eliminare veleni e ipotesi complottiste da quello che dovrebbe essere solo un piacevole passatempo.

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